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Il Muro.
Di Antonino Meli
Moltissimi visitatori mi scrivono chiedendo qual è la reale situazione in merito al problema dei clandestini.
Non vogliamo sostituirci di certo (ci guardiamo bene dal farlo) alle illustri firme delle principali testate giornalistiche Nazionali presenti nell'isola.
Per questo motivo, senza alcuna presunzione, con la solita semplicità racconteremo a tutti qual è la situazione.
Nessuno li vede, per il semplice motivo che esistono uomini e mezzi per intercettarli lontano dalle coste di Lampedusa.
Quando qualcosa non funziona, i clandestini entrano, con le loro barche, all'interno del porto (ma è successo poche volte) e vengono immediatamente presi in consegna dalle autorità marittime che stazionano sul luogo.
Nessuno li vede, anche perché vengono trasportati immediatamente (con l'uso di pulmini) al centro di prima accoglienza, dove resteranno fino a che non sarà disponibile un mezzo di trasporto verso la Sicilia (in media 2 giorni ).
Il centro di prima accoglienza è presidiato da forze dell'ordine:nessuno può lasciare il centro (almeno nessuno l'ha fatto negli ultimi quattro o cinque anni).
Già CINQUE ANNI, in tutti questi anni, c'è sempre stato il problema clandestini...ma TV e Giornali si accorgono di loro solo tra Giugno e Luglio (così anche lo scorso anno) salvo "lasciare cadere la cosa" a stagione inoltrata.
Quasi tutti i turisti di Lampedusa, "VEDONO" i clandestini SOLO IN TELEVISIONE,e molto spesso sono preoccupati di ciò che possono pensare i propri cari lontani, ascoltando le parole dei cronisti (ma forse non sto usando un termine CORRETTO), meglio dire INVIATI "SPECIALI"?.
Non esiste (mai successo in passato) un problema con le scorte alimentari:Lampedusa ospita,nel mese d'Agosto, oltre 30.000 persone (esclusi isolani e militari)e l'unica cosa che "finisce" è la benzina, ma lo scorso anno non è MAI successo.
Il pesce di Lampedusa è sempre eccezionale, non è mai stato inquinato,anche perché non vedo chi o cosa potrebbe inquinarlo se non la stupidaggine, e lo mangiano tutti (sottoscritto compreso) e a tal proposito mi piace sottolineare che adoro il pesce azzurro locale;lo sgombro:fresco,buono e poco costoso (che non guasta mai) e soprattutto ricco di principi naturali nutritivi unici.
L'unica cosa veramente "VISIBILE" degli sbarchi di clandestini, sono le loro barche abbandonate in porto.
Lasciate ad affondare, all'interno del porto di Lampedusa, che resiste ancora mostrando "orgogliosamente" la sua trasparenza.
Questo sì è un problema,ma non sembra interessare molto giornali e Tv...non importa se quel mare del porto, malgrado in traffico di unità marine, possa perdere la propria limpidezza...certo ci sono altre "priorità" ma, perdonatemi, io non riesco a vederle!!!
Ultima considerazione è dedicata a questi "schiavi del nuovo millennio", stipati all'inverosimile all'interno di carrette del mare, a cercare fortuna,lavoro,vita.
Attraversano quel tratto di mare che li separa dalla "porta d'Europa" ,senza timore alcuno, ma temuti da tutti.
Ed hanno un buco infinito dentro negli occhi, che non lascia passare "la speranza" che custodiscono nel cuore, non meno importante di quella che i nostri antenati conservavano prima di vedere affiorare dall'orizzonte:la statua della libertà nel nuovo continente.
Non smettono mai di pensare al ritorno, perché non si sentiranno mai parte di questo "nuovo mondo" poiché il "mondo" è dove hanno lasciato una parte di quel cuore,che gli fa tanto male tutte le volte che li guardiamo,tutte le volte che li scrutiamo, mentre,con lo sguardo basso, sembrano chiederci AIUTO.
Oggi li guardiamo con disprezzo,e ci stringiamo a guscio per paura di essere sfiorati,toccati.
Dimenticando troppo facilmente la storia, che è parte di noi; anche se la fortuna non ci ha fatto sfiorare,toccare dalla fame.
C'è qualcosa di antico in questa storia, qualcosa che pensavo fosse parte del passato,il peggiore dell'uomo,qualcosa che "vede" il colore della pelle diversa dalla sua.
Ma qual è il colore di DIO? Quale colore ha la sua pelle?...io non lo so, ma credo che le sue lacrime sono uguali alle mie, e sono uguali a loro; ed anche il sorriso è lo stesso in ogni parte del mondo...forse per il Creatore sono le due cose che contano di più?
Dall'altra parte del muro, oggi ci siamo noi; che siamo la speranza, la ricchezza per un mondo:l'Africa, che ha generato la vita, ed oggi chiede di sopravvivere.
Aiutiamoli a crescere nel loro paese, aiutiamoli a sconfiggere le malattie di questa terra meravigliosa che è l'Africa (ma non solo);distribuiamo la ricchezza in modo più equo e non ci saranno più clandestini,ma uomini liberi.
Fino ad allora cerchiamo di guardare dentro negli occhi di questi uomini,donne e bambini in cerca di futuro; forse vedremo lo sguardo di qualche nostro antenato.
Intanto che lo facciamo, tiriamo fuori un briciolo di TOLLERANZA per donargli un sorriso.

 

Lampedusa, 25 Giugno 2003