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I Rumori del vento.

Di Antonino Meli

Molti “navigatori del web” mi chiedono della vita di Lampedusa durante l’inverno.

Di come si articola il “tram tram” quotidiano di questa “isola d’alto mare” tra i rumori del vento nei pomeriggi freddolosi di questo sud del sud.

Non è difficile rispondere; vivo con gioia l’inverno e l’estate di Lampedusa, di “lei” amo ogni cosa:Dalla tristezza della Via Roma deserta, alle file d’auto, incolonnate a “passeggio”, nel sabato isolano:per arrivare ad Albero Sole nella inconscia speranza che la strada continui, in un ponte ipotetico, che ci traghetti nella “terra ferma”…

..Amo il sole di Gennaio che scalda le settimane “fredde” e ventose dell’inverno…alla ricerca di un buon libro o qualsiasi cosa da leggere.

L’edicola del centro è un tunnel da cui prendere la fuga e facendo il “pieno” di quotidiani e riviste d’informatica, da qualche tempo fa capolino un mensile locale:L’Orizzonte.

L’Orizzonte è un mensile redatto dagli alunni del Liceo e delle Medie di Lampedusa; lo prendi con il sorriso ironico della sufficienza fin quando la curiosità di “leggere i pensieri “ dei ragazzi lampedusani non ha il sopravvento.

Quando lo fai, resti affascinato a tal punto da non smettere mai la lettura…poi continui ancora scoprendo gli interessi, le aspirazioni i ricordi del “futuro di Lampedusa”.

Tra le decine di firme riconosci un parente, ed impari moltissimo leggendo quelle poche righe più di averci parlato da sempre.

Sono i “nostri ragazzi” che provano ad “amare” Lampedusa guardandola in mille modi diversi dai “nostri”, i giovani che cercano un futuro qui (Voci da Lampedusa), che rivendicano il diritto di CHIEDERE UN CAMBIAMENTO, o che invitano tutti a portare il casco (ragazzi in motorino) o che protestano per i programmi in tv (questa tele non fa per noi).

Quanta bellissima voglia di esserci.

I nostri ragazzi “provano” ad entrare nella società che domani vivranno da protagonisti; lo fanno in punta di piedi con grande umiltà e spirito di osservazione, ma iniziano a farlo.

Ma i giovani, questi giovani, gettano troppa televisione sulla meravigliosa scrittura:troppi articoli fanno riferimento a programmi televisivi…ma no, anche sul giornale?

I giovani,questi giovani, che mi “soffiano” l’articolo:avrei dovuto occuparmi di un’industria di pesci cultura locale (avevo già fatto tutte le foto) ma lo fanno talmente bene che non oso (almeno per ora) provarci.

E’ stato bellissimo “leggervi”, è stato istruttivo e molto interessante, tornerò ancora in edicola per cercare il vostro bellissimo mensile, nella speranza che prendiate consapevolezza di esserci QUI’ ADESSO e,come protagonisti, domani.

Lampedusa è un’isola con un’infinità di problemi:La Sanità,I Trasporti,L’Istruzione, Il Lavoro.

Problemi mai risolti che pesano sulle nostre spalle come macigni, e noi facciamo finta che tutto vada bene:Lampedusa è un’isola felice, un paradiso.

Noi con le nostre utopie, con le nostre speranze, mascherando la voglia di “tirarle fuori”, di rivendicare il diritto di chiederle.

Poi invece finisce tutto, e torni nel silenzio della speranza a chinare il capo ancora una volta, a mettere la testa sotto la terra, come gli struzzi, ed il silenzio gioverà all’incapacità e l’inettitudine.

Cercherai dentro nel cuore le parole più belle che hai, per scrivere della tua isola;lo fai perché ci  credi, lo fai perché è facile farlo per Lampedusa….finche qualcuno non definisce “Inferno” l’isola che ami… e a quel punto smetti di amare.

Proprio ieri sono passate al tg le immagini, bellissime, delle balene (nel nostro sito c’èra la news il 26 Febbraio).

Quanto fascino questo posto.

Adottato dalle Tartarughe (Caretta caretta), Ambiente ideale per il Psmodromus Algius :uno strano rettile che vive solo sull’Isolotto dei Conigli,non nell’Isola, ma vive anche in Spagna e solamente lì.

Lampedusa legata all’Africa nel mare basso ad ovest, che ne ha ereditato il clima ma che pure “ospita” le Balene del mediterraneo, disposte a “soffrire” un po’ di caldo per nutrirsi.

Lampedusa l’Isola dei delfini, di strani e affascinati insetti.

Lampedusa crocevia di razze e meta di pirati e navigatori del passato,che hanno abbandonato le armi e coltivato la terra…

..che sono rimasti affascinati dal bosco fittissimo della Selva di Ponente, dove pascolavano i cervi, mentre nel mare oziavano le foche monache.

Poi siamo giunti noi.

Lampedusa sconosciuta al mondo fino al fatidico lancio di quei due missili; che ne hanno fallito il bersaglio e l’hanno colpita al cuore dandogli notorietà mondiale.

Lampedusa dei problemi mai risolti e dalle mille risorse di una terra magnifica.

Lampedusa che non può più avere “figli suoi” ma solo residenti,Lampedusa che ha resistito a tutto,nel corso di milioni di anni, ma che resta ferita dall’ultimo colone che giunse dalla Sicilia.

Lampedusa agli onori della cronaca,della peggiore, che sbatte le immagini di immigrati sofferenti nelle prime pagine dei giornali o che diventano SIGLE TV.

Di una TV ipocrita e malvagia,che lotta testa a testa con la concorrenza in una guerra da mercato ittico;di questa televisione di tutti, fatta da chiunque..che ha vinto solo una battaglia:convincerci che tutto ciò che è nel video è reale…nulla di più falso!!!

Lampedusa, troppo lontana dall’Italia, con il cuore Africano, e distante dalla madre terra, come una nave alla deriva, cui si aggrappano pochi naufraghi:le specie più rare e protette che onorano il mondo animale di cui tutti noi siamo parte.

Lampedusa, 18 marzo 2004