nuvola veloce è dedicato a Flavia e Giacomo
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Una nuvola veloce, è lo spirito di Flavia.
Di Antonino Meli

Flavia ha gli occhi dello stesso colore della baia della Tabaccara e quando sorride il volto s'illumina di rosa.
Alle sei del mattino corre con i suoi pensieri sotto la pioggia, nel bosco di una valle del nord Italia, nessuno la raggiungerà mai perché Flavia è una nuvola veloce, è il soffio del vento caldo dell'estate è il battito d'ali di una farfalla e il suo volo impollinerà un altro fiore che si trasformerà in nuova vita.
Quando giunge nell'isola di Lampedusa il tempo è il suo unico nemico; non ne avrà mai abbastanza per raggiungere ogni luogo di questa minuscola isola,così s'imbarcherà sull'aereo che la riporterà a casa, con la salsedine sui capelli bagnati e giungerà nel capoluogo della Sicilia con l'odore del mare di Lampedusa.
Si sveglia all'alba per continuare il suo diario e poco dopo è sulla spiaggia dell'isola dei Conigli completamente deserta.
Nella baia ,non ancora raggiunta dal primo sole del mattino, e lei nuota del mare turchese...il suo uomo è più veloce della luce per stare dietro alla voglia di vita, di allegria e ottimismo che anima lo spirito di Flavia.
Due ore più tardi il primo sole raggiunge la spiaggia e,dall'alto della valle fa capolino il primo turista del mattino, aveva pensato che sarebbe stato lui il primo a bagnarsi nella baia magica...
Quando giunge sulla spiaggia i due ragazzi raccolgono le loro cose nello zaino e lasciano in eredità la mattina a tutti gli altri ,infondo sono solo le nove ed il tempo continua ad essere il loro nemico.
Sono appena risaliti dalla spiaggia e cercano ,con lo scooter Casa Teresa, la trovano pochi minuti dopo nell'estremità di Capo Ponente.
Quattro piccoli dammusi ed una palma ,nel deserto di muri a secco rosa pallido, che racchiudono decine di fazzoletti di terra bruciata dal sole; il panorama appiattisce il tempo e ferma emozioni e parole, e diventa un gioco di colori...eppure non sono altro che erba secca e pietre rosa.
Poco più in la una valle piena di un verde insospettabile,sembra il letto di un fiume, da percorrere sempre verso destra per circa 500 metri quando non c'è più traccia di verde.
Sembra il fondo valle di un canyon le cui pareti stratificate si arrotondano morbide sulla cima,erose dal vento, e danno luogo ad un'affluente senz'acqua a sinistra della valle; nel fondo ci sono sassi lisci e bianchi ed erosi dall'azione del tempo di un fiume mai stato tale; sono dentro Vallon Forbice e l'eco della discesa sulle pietre rompe il rumore del silenzio nel pomeriggio assolato.
Sono questi i luoghi dello speziale: era un eremita che visse in questa valle per quaranta anni nel 1900 in compagnia di un unico mulo,raccolse le piante officinali che rivendeva in centro, per ritornare nel suo rifugio al culmine della valle dove dormiva in un giaciglio di erba e tronchi d'albero e la sua vista era Baia Pulcino.
I due ragazzi sono a pochi metri dal mare e sopra le loro teste c'è un Falco Pellegrino in cerca cibo,il suo volo è silenzioso e timido.
Poi picchia fino a pochi centimetri dal suolo e ancora in volo planare lungo file di fiori di stilla marittima (firrigniddrha) che fioriscono di minuscoli fiori bianchi di uno stelo lungo un metro,nel mese di Giugno.
Baia Pulcino è di fronte a loro completamente deserta, non c'è spiaggia in questa baia ma solo pietre lisce e bianche e,nel mare, piccoli massi costellano l'azzurro brillante ed emergono in superficie come guardiani del mare, con loro solo il ronzare di centinaia di grilli che tacciono improvvisamente quando Flavia si tuffa in mare.
Nella Baia non c'è neanche l'ombra di un altro villeggiante eppure l'isola sembra piena di turisti non c'è neanche il tempo per realizzare l'idea quando un'imbarcazione da gita entra nella baia dalla punta a sud (il lato della Baia di Isola dei Conigli).
L'imbarcazione,colma di villeggianti, trasporta le voci dei suoi passeggeri,ed ancora più fastidioso è il suono amplificato e distorto di ciò che dovrebbe essere la musica.
Pochi minuti dopo i due ragazzi sono ancora sullo scooter, la mattina è appena finita e loro sono gli unici a non saperlo:hanno lasciato orologi e cellulari nel piccolo appartamento che hanno affittato, ed il tempo continua ad essere il loro nemico.
La pioggia li raggiunge mentre sono nei pressi di Cala Greca, non c'è altro da fare se non scendere in mare per fare un altro tuffo nella piccolissima insenatura.
C'è un altro rifugio in cima al promontorio ovest della piccola insenatura, ricoperto da piante grasse e muri di pietra locale a secco, da cui ne esce un uomo di mezza età che ha appena bevuto una birra di troppo.
Non è fastidioso ascoltare le sue storie bizzarre, Flavia lo trova divertente quando gli racconta che i suoi genitori erano del Lazio..ma il sole sta per tramontare e non placano il fiume di parole di Nello che oramai aggiunge farneticazioni all'effetto dell'alcool.
Si staccano dal "bottone" con qualche fatica e raggiungono in scooter il "Mercatino del Pesce":Due trance di Spada e due grossi dentici.
Comprano anche del carbone,un bianco delle Cantine Donna Fugata del 2004 e alcune verdure da grigliare, in tutto spendono meno di 25 €.
Il Mercatino del Pesce si trova sulla strada per l'imbarcadero (Lungomare Luigi Rizzo) creato da Alessandro Guaragno: è una pescheria consociata con marinai del luogo.
Una piccola "Lanciteddrha" ,piena di ghiaccio e pesce intero e a trance; già pulito e pronto per l'aggiunta si sale e poi grigliare.
Sono le venti quando Giacomo accende il suo primo barbecue:ha meticolosamente preparato il carbone da accendere e poi,una volta pronto, ha nesso nella griglia il pesce,salato poco prima.
Flavia ha preparato la tavola:un tronco di legno rettangolare e lavorato male, poggiato su quattro orribili piedi di legno che il padrone di casa definisce tavolo; le sedie sono due panchine in legno dipinte con dell'impregnate.
In tavola c'è solo del vino e del pane,quattro tazze da colazione,usate come calici, e dell'ottimo arrosto; intorno ad un minigiardino con bianca neve ed i sette nani (made in Cina,sono tutti uguali) ci sono quattro torce accese ma Pisolo ha gli occhi più sbarrati di Flavia quando dice:"Giacomo, il pesce è buonissimo".
Questa è la più grande vittoria del turismo locale:vivere un giorno di mare raccogliendo i suggerimenti dei locali per scatenare quell'irresistibile voglia d'Africa che vi ha fatto attraversare l'Italia per giungere a noi.
Domani noleggeranno una barca e scopriranno in un solo giorno ogni anfratto nella roccia dell'isola e mai stanchi, troveranno il tempo per visitare tutte le altre spiagge,tutte le grotte e la gioia di questa breve settimana di Giugno li ripagherà di mille fatiche invernali.
Incroceranno,con lo scooter, altre coppie come loro,ma delusi dalla cena in locali d'elite dove hanno pagato 40,00 € per due primi,un'insalata e vino locale....infondo il mondo è bello perché è vario.
Allo stesso modo i due ragazzi sentono l'esigenza di andare a cena in un locale che si definisce "Trattoria" senza l'assillo di troppi camerieri...un locale in stile isolano:semplice e funzionale con dell'ottima cucina di Sicilia.
Trattoria del Porto è un locale in zona Guitgia (Wilgia),proprio ad angolo con la strada a senso unico (Via Madonna) che porta a Isola dei Conigli.
Da oltre venticinque anni gestito dal mancino Pino Tuccio, straordinario trombettista e viticultore,e da sua moglie Lisa.
I due suoi figli,Enzo e Massimo, si occupano di questo bellissimo locale:La Trattoria del Porto, e del Bar del Porto,famoso per i gelati.
La Trattoria del Porto dispone di una terrazza sopra il locale principale, ed è un vero e proprio "Balcone sul Mare" da cui raccogliere il sorgere della luna; coperto da cinque grandi ombrelloni,la terrazza è illuminata da fiaccole ad olio che dà un tocco magico alle notti placide e morbide dell'Isola.
I due ragazzi sono estasiati dal pesto alla lampedusana (aglio,olio,basilico e pomodoro) e dagli spaghetti allo scoglio con frutti di mare,due abbondati e succulente porzioni di primo e un'arrosto di pesce bagnato con vino della casa e pagano buon prezzo.
Lampedusa è l'isola delle opportunità, dell'amore e del colore ;si può coglierne lo spirito selvaggio e giovane nella gioia di Flavia e Giacomo e percorrere,senza mai fermarsi, ogni angolo di questi 24 Km2 e partire convinti di tornare ancora per regalandoci la più grande vittoria, oppure essere due anonimi "caschi bianchi" sopra uno scooter fermi a sfogliare decine di guide turistiche scritte da giornalisti che non hanno mai alzato il fondo schiena dall'ufficio con aria condizionata, nel centro di Milano per venire a "provare" i nomi dei locali che citano nei loro "deliziosi" redazionali su richiesta.
Noi siamo qui a relazionare il turismo dell'isola,sia pur colmi di errori di grammatica, a quanti sono pronti a coglierne l'essenza che anima la nostra passione nel gestire quest'angolo web senza alcuna presunzione o compenso, ma pronti a premiare ogni locale che "onora" il turista e l'isola stessa attraverso un comportamento saggio e onesto con il cliente, con l'unico mezzo di cui disponiamo:Le Parole.
Noi isolani siamo tutti "ingranaggi" di una macchina straordinaria che si chiama "turismo" che questa isola ha saputo donarci; noi la possiamo curare con amore e passione affinché si sviluppi con armonia e senza arroganza.
Per farlo ognuno di noi dovrà "giocare" il suo "ruolo" con onestà senza cullarsi sugli allori della notorietà poiché la migliore pubblicità è quella del cliente soddisfatto.



Antonino Meli

Lampedusa,20 Giugno 2005

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nota 27 Giugno 2005:

Grazie infinite per tutti i riscontri ricevuti su questa piccola storia, come spesso accade nelle cose che scrivo è in parte vera, i due personaggi (Flavia e Giacomo) esistono davvero,così come tutto il resto di questa storia.

Questa pagina è stata visitata in un solo giorno da 234 utenti univoci (alcuni stranieri) ed è bellissimo poter affermare,dopo una sola settimana, che il popolo del web sa esattamente ciò che vuole, e quando lo trova lo apprezza.

Grazie a tutti voi.

...un mare di sole..nel web!!