Un progetto d’amore...chiamato sciatu. Pochi strumenti su un palcoscenico completamente spoglio. Pianoforte, tastiera elettronica, chitarra acustica e chitarra elettrica. Non sembra la ribalta di uno tra i più grandi e amati cantautori italiani…ma poi a pochi metri dal palco c’è quel mare, quella sabbia bianca e la brulla roccia della Guitgia…. Il Giglio selvatico emana un profumo intenso e irresistibile questa notte…cresce su ciuffi verdi,come isole sul mare di sabbia, e si colora della luce dei proiettori del palco. Nessuno è rimasto in casa questa sera, sono tutti qui i lampedusani e i moltissimi turisti venuti proprio per l’occasione. Nessuno ha voluto mancare l’appuntamento con “O’ Scià”:Ciao Amore in dialetto,così si chiamava il concerto di Claudio Baglioni. C’è ancora questa parola a segnare un grande evento locale,sciatu si traduce RESPIRO ed è una tra le più belle parole del nostro dialetto. Racchiude un’identità specifica nel linguaggio..non esiste in nessuna altra forma dialettale siciliana. Forse SCIATU deriva dal Francese CHERI’, è infatti più simile a quella parola…è certamente una frase che si scambiano gli amanti, ma si dice spesso anche ai bambini, il modo migliore è “O’ Scià”. Lo sentirete spesso nelle strade di Lampedusa, si dice con estrema facilità e mi piace pensare che lo si faccia perché Lampedusa è un luogo d’amore e non di violenza. Alle 22:00 il sig.Sindaco Dott.Bruno Siragusa, introduce la serata affermando che “O’ Scià” è un omaggio di Claudio all’Isola di Lampedusa…”quest’uomo è magico…”dice il Sindaco. Lo è davvero!! Claudio Baglioni è magico, perché non può essere che così se il sottoscritto,sfegatato sostenitore di De Andrè,De Gregori e Venditti si scopre,in piena serata, a fare il coro a brani storici della canzone italiana:E tu..;Strada facendo,Portaportese… Claudio Blaglioni ha suonato per oltre due ore, giocando con il pubblico:incantato,parlando dei suoi esordi musicali…dei falò sulle spiagge, delle prime canzoni. Non ha voluto raccontarci di cosa si prova ad essere il più amato cantautore del nostro paese..che a scritto musiche e parole di canzoni che sono rimaste prime in classifica per decine di mesi..che lo hanno visto in concerto, nel tour 2003, 320.000 spettatori, che ha utilizzato oltre 700.000 Watt di potenza,che nel suo staff ci sono 400 persone,che ha utilizzato 1.200 metri di palcoscenico… Eppure sulla spiaggia della Guitgia era da solo…un’uomo con i suoi strumenti e la sua voce. Claudio Baglioni è un grande artista, un eccellente musicista e un’uomo che,sia pur nella sua grandezza,è semplice come pochi…stupendo tutti quanti quando afferma..”io non provengo da una famiglia di musicisti…ma i miei hanno subito capito che sarebbe stato conveniente”. La serata si conclude con l’ingresso del Sig.Sindaco, che ringrazia Claudio Baglioni dell’omaggio inaspettato e magnifico…Claudio viene insignito del titolo di cittadino onorario di Lampedusa..e parla di un progetto pilota atto a trasformare l’isola in un luogo SENZA VIOLENZA, in un luogo d’amore. Sono frasi bellissime che fuggono via tra il vento di scirocco e le note che seguono la proposta…ma poi la sera tornano a tormentare il mio sonno:è una delle cose più belle che sono state dette in questo lungo 2003 pieno di polemiche e di controversie. Tutto di colpo prende forma…il titolo della serata:O’ Scià, un uomo solo che canta le più vecchie canzoni, non fa promozione per il suo nuovo album:Sono io. E chiede al Sindaco di promuovere un progetto di pace,della non violenza, un progetto d’amore. Mi piacerebbe incontrarti Claudio, forse non riuscirei a dire assolutamente nulla…ansi è certo,ma è innegabile che mi riempie d’orgoglio che un uomo del tuo valore condivida con me l’amore per Lampedusa. Chissà quanti illustri giornalisti del settore hanno scritto per te, chissà quante parole di elogio hanno usato. Adesso ci provo anch’io…ma non voglio,anche perché non ho la capacità, scrivere cose che nessuno ha mai scritto…vorrei in qualche modo dirti grazie per questa notte magica. Grazie per averci tenuto sulla spiaggia fino a tarda sera, con lo spettacolo delle stelle e quello del mare, con la tua voce a incorniciare la notte più bella di Lampedusa nel giorno più lungo , l'equinozio:23 Settembre 2003. Grazie per essere ciò che sei, per esserlo con la tua semplicità, la tua onesta. Grazie per aver dato a Lampedusa qualcosa che non avrebbe mai potuto permettersi di avere:la tua musica, che ha riempito ogni spazio tra tutti noi, che è entrata nella nostra pelle:ho visto persone adulte ballare e cantare…anche se non sapevano le parole!!! Lampedusa ci ha abituato alle sue trasformazioni..questo posto “modifica” ogni cosa…mio nonno avrebbe detto:ci sono posti speciali nel mondo, posti come Lampedusa…qui ogni cosa si trasforma e, se viene concepita per fare il male, inevitabilmente diverrà un bene per la nostra isola:diventerà amore.
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