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Il vascello di pietra. Di Antonino Meli.
Passando per Via Santa Lucia,poco dopo il panificio “Luca” c’è una strana casa adornata di vele e scale di corda. Qui abita Giuseppe Lo Pinto, pescatore lampedusano di 37 anni.
La semplicità e la modestia di Pino trovano sfogo in mille piccole cose che arredano la sua modesta casetta del centro, ogni giorno sempre più simile ad un vascello. Passo sempre più spesso davanti a questa casa, ed ogni giorno scopro nuovi piccoli lavori che la trasformano. Quando decido di andare a vedere questa “strana casa” scopro un’artista a lavoro. Pino vive in un mondo fatato ed i suoi ricordi infantili gli trasferiscono l’energia artistica capace di realizzare strutture usando piccole e bianche pietre calcaree:porose e soffici per decorare una colonna, che dall’interno pare un’altare. L’ingresso nella piccola veranda è sormontato da una sagoma in legno intagliata e colorata, alla cui base appaiono i raggi del sole.
Non occorre scomodare i geni,più o meno incompresi, del passato che ci hanno lasciato in eredità dipinti bellissimi oppure orripilanti maschere che il tempo ha reso famose e costose. Pino è più semplice: trasforma il mondo che lo circonda cercando di attrarre l’attenzione del passante affinché questo si avvicini e possa “leggere” tra le travi della piccola veranda,le pietre a secco e le scale di corda il passato tortuoso e sofferente di un giovane lampedusano con qualche problema sociale ma in grado di creare arte con materie prime mai nobili o costose. “Questa è arte..” Così definisce Pino le sue creature:muri o scritte, lettere che danzano tra parole senza senso ed hanno i piedi o le mani. Poi ti guarda con quegli occhi sbarrati e persi nel tempo…lui non usa molte parole ma intravede, nelle grandi lettere dipinte sul muro, uomini in movimento. Qualsiasi cosa è asimmetria,forma numerica, lettere che si trasformano in uomini o barche….infondo,nella semplicità,sono la vita stessa di Pino. In casa c’è un muro basso con un’albero di natale dipinto a rovescio con la punta immersa nel pavimento..ed ancora un bellissimo quadro naif fatto di corda,pezzi di vetro e vernice. Da lontano è bellissimo,coloratissimo…lì vicino c’è una barca, questa volta di legno intagliato. Pino è come le sue mani sporche di vernice, come le parole che non sa trovare quando chiedi il significato di una forma:scultura o disegno. Ma sull’altro lato del muro è nitida la scritta “Stefania” ed il volto di una donna che segue il nome. Ho voluto dedicare questa piccola pagina web a questo infaticabile artista che,dopo una lunga notte di pesca, non ha tempo per riposare ma ne trova per creare,per dare libero sfogo alla sua fantasia e voglia di comunicare. Quando sarete nella nostra isola,passerete per una casa strana adornata di corde e vele spiegate... ed il vento che vi soffia dentro pare muoverla come un vascello antico… Dentro c’è un piccolo uomo che ha poche parole e le mani sporche di vernice, che non sa spiegare i suoi disegni e come misteriose storie segrete resteranno per sempre nella suo piccolo vascello di cemento ed il vento gonfierà la sue vele e non gli concederà un altro porto,domani. Antonino Meli Lampedusa 10 Luglio 2005 | ||||||||||||||