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Viaggio senza ritorno

Un sogno come Woodstock oppure l'inferno del Darfur?

Di Antonino Meli

 

Hanno gli occhi bianchi,nel buoi senza luna, e camminano pesanti lungo una promessa di speranza,

ed hanno l’orrore della morte nel pensiero, e nel cuore la paura del domani.

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Sembra incredibile come il destino di Lampedusa vada ad incrociarsi con eventi storici internazionali, ponendola al centro dell’attenzione suo malgrado.

Anche ò scià 2005 ha posto l’isola ancora una volta al centro dell’attenzione per poi lasciarla ai suoi problemi,come i rifiuti sulla spiaggia dopo il concerto…e quando si spegne l’ultimo riflettore Lampedusa torna a se stessa con una spiaggia più sporca di prima, i suoi infiniti problemi ed il suo vento che la batterà d’inverno.

Come uno sciame di fameliche cavallette il “popolo del concerto”  ha lasciato traccia di se in ogni luogo:ho visto gettare rifiuti per terra a meno di UN METRO dal cassonetto dei rifiuti,ho visto abbandonare di tutto sulla spiaggia della Guitgia, domani la colpa sarà SOLO dei lampedusani. 

Ò scià è certamente un evento musicale di portata straordinaria e l’importanza degli ospiti ha creato la giusta risonanza che un messaggio come quello ascoltato in questi giorni, a più riprese ,da parte di tutti gli artisti.

Tutti hanno ribadito quanto già si sa:

 

1)      Lampedusa è un’isola italiana tra l’Africa e l’Europa

2)      Il traffico di uomini deve cessare

3)      E’ necessario aiutare e accogliere i Clandestini

4)      I media diffondono informazioni spesso inesatte e catastrofiche

5)      E’ necessario aiutare economicamente l’Africa.

 

Ieri sera durante l’ultimo concerto stavo riflettendo sul fatto che UNO solo tra gli ospiti di Claudio,Biagio Antonacci, ha detto che Lampedusa ha molti di problemi e non può continuare a portasi dietro il  fardello di punto d’approdo per migliaia di disperati…perchè ha un mare straordinario ed una vocazione turistica come poche località italiane.

Com’è possibile che solo uno tra gli ospiti di Claudio Baglioni si è ricordato che in questo luogo vivono UOMINI che dipendono totalmente dal turismo,che questo in futuro potrebbe dipendere dalla capacità o meno di risolvere l’afflusso d’ immigrati.

E’ un peccato che nessuno abbia affrontato il problema reale e cioè:Come mai esistono i clandestini?

Forse perché devono sfuggire ai massacri fratricidi?

Ma chi arma le mani di questi uomini?

Anche i nostri antenati fuggivano dall’Italia alla volta dell’America e più recentemente dalla Sicilia (Lampedusa compresa) verso l’Italia, ciò che sembra incredibile è che questo avviene ancora,e mentre si tengono meeting nella nostra isola su come risolvere il problema dell’immigrazione clandestina, alcuni miei concittadini fanno i bagagli alla volta di Rimini per fare in quel luogo IL PESCATORE.

Ma come l’Italia ci crede ricchi sfondati e dei nostri concittadini sono a loro volta emigranti in terra di immigrazione?

I nostri emigranti fuggivano per la guerra e la fame, gli emigranti d’Africa scappano attraverso il deserto per sfuggire ai massacri fratricidi ed alla fame…infondo è la stessa cosa se si accetta il fatto che FORSE chi arma quelle mani di violenza sono gli stessi paesi meta dei clandestini?

Sono questi i problemi radicali di cui parlava Geldof?

Certo ci si può riempire la bocca di belle parole ed usare anche un po’ di vena poetica per addolcire l’amaro pasto, ma mentre si realizzano i live 8 (straordinaria manifestazione) pensiamo un solo momento a tutte quelle vite che rischiano la loro esistenza per attraversare il deserto prima, ed il Mediterraneo poi.

Pensiamo al fatto che esistono trafficanti di uomini bene organizzati che sfruttano il fenomeno dei clandestini, come mai nessuno viene arrestato?

E’ improponibile il fatto che i clandestini giungono in Italia DA SOLI!!!

Lampedusa è,come dice Geldof,tra l’Africa e l’Europa…pensavo mi fosse sfuggito qualcosa e invece io ci vivo da anni e lo so!! Sono certo di sapere poche cose, ma questa era una cosa che sapevo visto che in questa isola ci sono nato come tutti gli altri miei concittadini..certo si può affermare che è un’isola come Lampedusa..ed avrei aggiunto dalla forma di Cuore,dov’è nata la VITA…a poche miglia da noi, madre terra a cui la stessa Lampedusa appartiene.

In questo posto sbarcano i Clandestini da oltre 15 anni, li abbiamo sempre accolti come UOMINI senza mai un solo gesto di violenza anche semplicemente accennata, li abbiamo sfamati e rivestiti quando nell’isola non c’era traccia di una sola organizzazione che si prendesse cura di quegli uomini…ma di questo OVVIAMENTE nessuno si ricorda mai.

Noi siamo uomini di mare da sempre in lotta con le angherie del clima, della pesca misera e del lungo inverno…e di uno Stato latitante per un popolo che ha deciso di FARE DA SOLO; è questo il motivo di tanta meraviglia quando visitiamo,solo per motivi di salute, le vostre città colme di mille servizi e comodità…in cui tutto costa meno,a cominciare dalla Benzina!!!

Eppure siamo sempre pronti a dividere quel poco che abbiamo con chi non ha nulla, lo facciamo e basta.

Lo abbiamo già fatto e lo facciamo da 15 anni.

Ò scià è una bellissima parola del nostro dialetto, ed oggi è il nome di una manifestazione che vuole promuovere l’unione tra popoli diversi; mai argomento fu così affascinante e bello.

In queste isole,però, in passato sono giunti da ogni luogo:Grecia,Malta Tunisi e Libia.

Venivano per la pesca di pesce o spugne in tutta tranquillità senza alcuna protesta o limitazione da parte nostra, potevano comprare cibo e rifornimenti; invece i nostri marinai quando passavano il limite delle acque denominate “Mar Mellone” venivano sequestrate o allontanate con le armi dalle vedette tunisine…forse dagli stessi uomini che più tardi sbarcavano nella nostra isola per la prima volta…ma in cambio ricevettero aiuto e furono sfamati.

Questa però non è la strofa di una bella canzone,è la verità!!

Questa è la storia,questa è Lampedusa; quella magnifica lingua di terra bruciata dal sole in cui vivono 5000 anime italiane dimenticate dallo stesso STATO che “ha sposato” ,come afferma Claudio Baglioni ,ò scià 2005.

Trovo corretto mettere le cose al loro posto, adesso possiamo osannare Claudio Baglioni e tutti i suoi ospiti davvero straordinari.

La musica,come sempre, vuole essere strumento di comunicazione tra i popoli, è stato di più:riflessione.

Decine di giornalisti sciuperanno fiumi d’inchiostro per descrivere ò scià 2005, per parlarvi dei duetti incantevoli tra un’artista ed un altro…forse parleranno del lancio di un’ultimo album di uno oppure l’altro BIG della musica italiana…lasciamolo fare a chi ,senza ombra di dubbio, conosce bene quel mondo fatato delle sette note.

Forse il mio articolo di questo anno è stato meno poetico di quello dello scorso anno,ho voluto raccogliere il messaggio di tutti gli artisti:Accogliamo i clandestini.

Peccato che noi lo facciamo da anni.

Lampedusa torna al suo inverno dopo l’ultimo colpo di coda d’estate, lo fa in punta di piedi e nel solito silenzio che l’accompagnerà fino alla prossima estate.

All’apertura del terzo giorno di concerto è intervenuto il Sindaco,Dott.Sebastiano Bruno Siracusa, per i saluti ed i ringraziamenti, ma anche per ricordare che Lampedusa ed il suo popolo hanno avuto la medaglia d’oro per il comportamento assunto durante la crisi dei Clandestini.

I lampedusani hanno espresso la loro opinione attraverso due manifestazioni pubbliche in Agosto e Settembre del 2003 ribadendo che il centro di accoglienza permanente resti esattamente dove si trova e nulla venga toccato nella Valle delle Imbriacole.

Dunque facciamo qualche proposta,questa volta per iscritto,vediamo ciò che succede o succederà:

 

Visto che i natanti dei Clandestini sbarcano comunque,perché non mettere una BELLA E GROSSA NAVE ATTREZZATA che li prelevi dai porti esteri e li trasporti in SICILIA dove esistono centri di accoglienza e medici idonei;in questo modo si eviteranno le tragedie del mare e si contrasteranno le organizzazioni che speculano sul traffico di vite umane. 

 

 

Durante la manifestazione di ò scià NON E’ STATA FATTA UNA SOLA PROPOSTA, tutti vogliono salvare Lampedusa con l’uso della musica…bellissima e poetica iniziativa,grazie tutti bravi al concerto ma quando questo finisce la musica i problemi restano sulla nostre spalle grandi come macigni a trasformare il nostro futuro.

La manifestazione ha riservato,attraverso i suoi ospiti, straordinari momenti di poesia quando le promesse di un mondo migliore,cadevano sopra di noi come coriandoli di speranza non diverse da quelle fatte ed ascoltate a Woodstock Festival nel 1969: “3 Day of Peace & Music” 

Quante storie piccola isola del sud, dai pirati del mediterraneo ai navigatori intrepidi che solcano i mari su zattere la cui vela altro non è che un dipinto della Vergine, passando per un Principe che non la voleva, fino alla guerra; quando divenne punto d’importanza strategica internazionale e poi ancora quando lanciarono due missili mancando il bersaglio,per non parlare delle varie specie protette che orbitano intorno alla sua terra da secoli..

Luogo che fece innamorare Mimmo Modugno e poi Claudio Baglioni.

Luogo dove il cantante romano iniziò a lanciare un messaggio d’amore:ò scià, luogo dove giunse Bob Geldof  creatore di live 8.

Mia cara Lampedusa sei stata troppe cose nella tua lunga vita, come una donna meravigliosa, troppi uomini importanti si sono innamorati perdutamente di te, sarà per quel morbido pomeriggio quando il sole colora di rosa le piccole onde lungo la riva mentre file di gabbiani volano verso Ponete e tutto ciò che hai sono due pugni di sabbia bianca tra le mani e la voglia di restare li per sempre.

Antonino Meli

Lampedusa, 26 Settembre 2005

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