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Si chiama Lombardo Salvatore, cuoco per vocazione,alias Il Rais.

"Ospitare" in queste pagine Il Rais è il massimo per me,un amico nella vita reale con poche parole in bocca, imperturbabile dall'indole maestosamente docile, eppure fiore all'occhiello di ogni festa e cuoco senza rivali dalla fantasia sfrenata capace di "inventarsi" piatti di una semplicità sconvolgente ma squisitamente BUONI.

Il Rais ci sorprende ancora, proponendo ai "navigatori" di questo sito un racconto dedicato a suo padre,improvvisamente scomparso lo scorso mese di Gennaio.

Privando tutti noi di quello sguardo come il mare,lui che del mare era un figlio, che forse tornando dal Padre, avrà sfiorato la superficie del mare con la mano, per poi stringere le guance dei suoi figli,con le sue mani grandi,ma con dolcezza, come faceva quando erano più piccoli.

Ninì


A un mese dalla morte di mio padre.
di Lombardo Salvatore

Una sera ho guardato un film,era divertente e non drammatico ma mi ha fatto pensare ai distacchi.
Distacchi temporanei o definitivi,distacchi di cui siamo spesso protagonisti durante la vita.
Può accadere di distaccarti dall'amico più caro a causa di un amore o a causa di un malinteso, a causa di un momento difficile.
Può accadere di distaccarci da un amore,temporaneamente o per sempre.
Può accadere di distaccarti per sempre da un parente, fratello, sorella,figlio, zio, amico a causa di un decesso.
Può accadere di distaccarti da te stesso se impazzisci.
Come tutto il resto del mondo ho vissuto i miei distacchi. 

Qualche volta ho imparato qualcosa, spesso non sono stato capace di costruire niente intorno al mio dolore.
Quando perdi qualcuno di importante ti senti come se una parte di te cambiasse totalmente.
Il tuo cuore fa talmente tanto male che non lo vorresti avere e infatti dopo un periodo in cui tutto ti sembra confuso, annebbiato e dipinto di colori che non ti appartengono,il tuo cuore ti appare diverso forse in alcuni momenti la senti un pò più cattivo e pieno di rancore.
Almeno io mi sono sentito cosi!. 
Persino il colore dei tuoi occhi ti sembra diverso e il tuo volto è segnato di un senso che non ha un senso.
Il mio distacco da mio padre è stato così inverosimile, devastante e pauroso, proprio come una telefonata ricevuta in tarda mattinata sul posto di lavoro,uno squillo un'informazione e il tuo cuore si riduce a uno straccio da polvere.
In un momento ti passano davanti immagini,parole e fatti.
L'ultimo caffé bevuto insieme,l'ultima discussione sul posto dove passare il giorno di Natale,l'ultima volta che hai guardato i suoi occhi azzurri,l'u1tima telefonata.
E poi ti ribalti subito in tutte le situazioni che purtroppo comporta la lontananza,ma ti vorresti trovare vicino hai tuoi cari...in attesa di farti un bagno caldo a piangere da solo.
Senza nessuno intorno perché in certi momenti non vuoi davvero vedere nessuno a soprattutto non vuoi sentire nessuno.
Eppure nessuno diventa "tutti" e devi parlare con tutti e devi essere dignitoso davanti a tutti e devi ricordarti di tutti e ringraziare tutti e avere un sorriso per tutti,perché tutti sono lì.
E poi finisce tutto... ma "veramente" non ricomincia più niente.
E poi inizia la gara al dolore : "Perdere un padre
è terribile,ma perdere ma figlio?"....e così via. 
Ma chi e' in grado di dare un grado al dolore? Il dolore non può semplicemente essere dolore e basta? Dolore puro e semplice,perché per ognuno di noi un forte distacco ha mille significati ma nessuno di essi vale il perché.
E non è vero che il tempo guarisce,il tempo ti aiuta solo a ossidare il dolore che hai dentro.
Perché tanto sai che il Natale non sarà più Natale e che odierai gennaio per sempre,anche se non lo dirai mai.
Se non a chi vuoi tu.E forse solo a te stesso.
Cosa mi ha aiutato?
Credo pregare Dio,il mio modo di pregare,sedermi e arrabbiarmi anche un po' con Dio e magari ricercarlo per fare la pace e per chiedere aiuto per tutta la mia famiglia.
E quando andrò a trovare mio padre al cimitero ci parlerò di pesca che era il suo hobby Preferito.
Gli canterò il nuovo coro dei tifosi della Juve.
Lo ricorderò viaggiando tutti i giorni in treno e gli dedicherò una preghiera mentre arrivo alla metropolitana.
Insomma questo mi aiuterà e mi aiuta a vivere il distacco.
Mi aiuterà ad aprire la mia scatola dei ricordi,guardando le sue fotografie.
Mi aiuterà trovare in mia figlia tratti che lo ricordano.
Mi aiuta tutto questo e niente più.
Forse in questo riuscirò a ricordare qualcosa della mia isola che c'è..E in cui Lui vivrà per sempre e sarà sempre vivo nella mia anima e nel mio pensiero e in questo voglio trovare la mia gioia di averlo amato e di amarlo immensamente.
è mio padre.
La mia parte razionale e quello che ha tanto cercato di insegnarmi non lo voglio perdere.

ALLA MIA FAMIGLIA..e "Lampedusa"

06/02/2003

 

Lombardo Salvatore