27 Settembre 2007 28 Settembre 2007 Home 29 Settembre 2007 Avviso ai Naviganti

Una barca di carta.

Considerazioni sull'evento musicale delle Pelagie,ò scià 2007.

di Antonino Meli

 

La quinta edizione di ò scià è stata definitivamente archiviata.

Come ogni anno, l’evento musicale di Lampedusa, porta via tutti i sogni e le ambizioni di questo popolo del sud e diventa una porta fatale che si richiude, ed in attesa del sole di Marzo, torniamo ad essere semplicemente sud nel mare profondo delle Pelagie.

Per la settimana di ò scià siamo invece al culmine dell’intero anno solare, che un tempo finiva con la processione di commiato alla Beata Vergine Maria S.S. di Porto Salvo.

Oggi invece contiamo 150 stelle del mondo dello spettacolo (Musica,Televisione,Danza e Teatro) hanno cercato di dare il loro contributo alla causa di ò scià e del Maestro Baglioni portando sul palco il loro talento,l’immagine e la popolarità.

Sono poche le stelle della musica che non hanno mai partecipato allo spettacolo, tra questi:Lucio Dalla, Francesco De Gregori,Renato Zero,Pino Daniele,Jovanotti e Vasco Rossi.

Sì è vero,nomi importanti…i più grandi?

No,non credo.

Tra questi,straordinari cantautori che adoro:De Gregori,Dalla e Vasco.

Eppure mancano ancora i loro nomi dalla lista dell’amore di ò scià,mancano dal palco del mare, dalla riva della Guitgia dove finisce,o comincia, il nostro Paese.

Mancano nei pensieri e nelle parole di questa nostra società che qui si interroga ogni anno sul suo futuro, che si incontra con popoli diversi, a volte generando,come nel caso della musica:armonie sublimi, ed atre volte influenzando decisamente il nostro stile di vita…ma in ogni caso realtà sociale della nostra comunità.

O’ scià è una parola d’amore, ma anche respiro; la musica è spesso entrambi.

Il mondo del sud,di cui Lampedusa è parte, è stato impoverito dalle politiche economiche dei popoli del nord, di cui l’Europa è parte.

Vi sono guerre nel mondo che massacrano uomini completamente spogliati da ogni cosa:incapaci anche di opporre la minima resistenza all’aggressore, eppure sono completamente ignorati dai mezzi d’informazione di massa.

Anche questa è una sorta di aggressione verso i più deboli,verso gli ultimi del mondo.

Altri paesi,che dispongono di risorse naturali,ma che non sono in grado di sfruttare,vengono a loro volta aggrediti,questa volta da chi ne sfrutterà le risorse e taglierà fuori completamente gli uomini di quel paese dagli introiti,arricchendosi e contemporaneamente impoverendo ancora di più quel popolo.

Questo è il mondo in cui viviamo.

Si può tapparsi le orecchie per non ascoltare, e gli occhi per non vedere ed al tempo stesso diventare complici di tutti quei tiranni che impoveriscono il sud del mondo creando “uomini in cerca di sogni” che,disperati e senza nulla da perdere, attraversano deserti e mari rincorrendo una nuova vita anche perchè perdere quella che hanno sarebbe una certezza restando immobili in quel loro mondo.

Ancora una volta c’è una domanda:quale è la soluzione migliore?

Forse proprio:parlarne sempre, potrà modificare,seppur non cambiare, le cose.

Per questo ò scià è un’altra opportunità verso gli ultimi del mondo a cui noi per primi dovremo rispondere,ogni uomo nel suo piccolo.

Ed avremo anche noi,come i cinque omini della scenografia di ò scià, la nostra piccola luce che illumina una parte di mondo buia e silenziosa.

Portiamo quella luce dove c’è ancora buio, poiché ogni uomo è parte di quel mondo che lo ha visto nascere:è lì la sua vita, il suo presente ed il suo futuro.

Possiamo certamente volgere lo sguardo da un’altra parte e tornare alla nostra banale realtà della guerra ai semafori con i lavavetri, nei bus pieni d’Africa della nostre città, e nelle strade buie di nuovi trafficanti venuti da lontano;avere uno sguardo buono per quello che vuole lavorare e lo fa nel silenzio produttivo e l’altro che non vuole:per questo genera orrore e cattiveria.

Ogni volta che rifiutiamo di affrontare il problema rompiamo quei popoli e ne facciamo solamente uomini e poi disperati, fino a diventare clandestini.

Basta solamente un pensiero,forse solamente la musica, oppure ò scià e la sua armonia di note ?

Io non lo so,però ci credo:io credo in ò scià.

Come si potrebbe altrimenti ascoltando quel sound prodotto dall’Orchestra di Piazza Vittorio ed i suoi componenti venuti da ogni parte del mondo, oppure semplicemente ascoltando le vocalist di Eugenio Bennato nel gioco in musica dei dialetti in cui si fonde l’armonia del canto napoletano, ai ritmi incalzanti di tarantelle calabresi alle voci d’Africa che paiono “uscire” dalle rotondità sonore del sud, come l’assolo di un tenore, ma in una lingua diversa che diviene strumento musicale e vero esempio di integrazione.

La musica non è,purtroppo, il mondo in cui viviamo, anche se è impossibile viverne senza.

Così,l’ultima sera di ò scià 2007, Lampedusa si è incontrata con il grande “inventore di canzoni” come si definisce Don Backy , raccontando al pubblico storie del passato, di grandi artisti quali Cementano e Mina, e prendersi per questo dei fischi.

Nessuno ha il diritto di fischiare gli artisti di ò scià che,partecipano alla manifestazione gratuitamente o condividendo una idea.

Chiedo scusa per ogni fischio irriverente a Don Backy che ha scritto musica e testi, in molti casi geniale,affrontando anche temi difficili come quello dell’handicap mentale, eppure rinuncia, con grande umiltà e professionalità, a finire di raccontare la sua storia per continuare a cantare come volevano due o tre CAFONI che hanno fischiato.

Mio Caro Don Backy, sono assolutamente certo che non leggerai mai le mie righe in questo minuscolo blog, ma ti giunga lo stesso un grosso applauso da parte un lampedusano piccolo,piccolo ed,insieme alle mie scuse più sincere,grazie infinite per la tua bellissima musica e parole.

Quando entra Paolo Bonolis si ha il vero senso della Televisione nella mia isola, il più grande “parlatore” del piccolo schermo confessa di non sapere cantare,ballare o suonare eppure è uno dei più applauditi della serata (quasi Bonolis,quasi!!) , perché hai avuto il compito di introdurre una tra le voci più belle del pianeta:Laura Pausini.

Scrivo,corro e penso ascoltando le tue note,la tua musica.

Sei motivo di grande orgoglio per tutti gli italiani, hai un grandissimo talento vocale, unitamente a potenza e grinta, interpretazione musicale, senso dell’armonia e dolcezza sonora,anche solamente parlata.

La sigla di ò scià:Volare, chiude i battenti sulla manifestazione organizzata dal Maestro Claudio Baglioni e O' scià Fondation.

Con il saluto del Maestro, la notte di scirocco viene illuminata,per qualche minuto, da fuochi d’artificio, prima che una grande massa di partecipanti abbandoni la spiaggia.

Alcune polemiche hanno turbato la manifestazione al suo esordio, riguardavano il logo ò scià, usato nell’isola per stampare migliaia di magliette in vendita anche sulla spiaggia durante il concerto.

Ciò che mi ha stupito e vedere proprio sul palco una di quelle magliette indossate dalla presentatrice della prima serata:Serena Autieri.

La parola ò scià appartiene alla cultura di Lampedusa, ma il marchio è stato reso famoso dal Maestro Claudio Baglioni, non conosco i fatti nello specifico, ma solo voci di popolo.

Occorre però affermare che solo sei anni fa nessun commerciante avrebbe investito un solo centesimo per fare stampare una maglietta con la scritta “ò scià” mentre ieri sera a soli venti metri dal palco c’erano magliette in vendita con quel logo.

Avremo tutto l’inverno per pensarci, per ora, il mio saluto finale vada ad una perfetta sconosciuta,MA SOLO PER ME:Rossella Barattolo.

Dicono che gli uomini più grandi vivono con donne straordinarie, è vero.

Buon lavoro Rossella,ti aspettiamo ad ò scià 2008.

 

Lampedusa, 30 Settembre 2007

 

Antonino Meli