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MITI, LEGGENDE, PICCOLE STORIECome tutte le genti dei «profondi-sud» del mondo (ma non soltanto questi!), anche la gente pelagica affida i momenti importanti della vita umana ai riti superstiziosi, alle piccole magie propiziatrici, alle tradizioni leggendarie, alla forza dei miti. Oltre le fedi religiose, senza dubbio alla base delle speranze umane, sopravvive il bisogno, più o meno intenso, di cercare protezione dagli spiriti del male o, più genericamente, dalle forze arcane di cui l'uomo ha sempre avuto un timore reverenziale motivato dalle incertezze sulla benevolenza o sulla malevolenza di esse. L'uomo che vive in intimo contatto con le forze della natura, e con le quali deve fare i conti per sopravvivere o magari per non stare peggio di come sta, finisce per deificare le influenze che gli eventi naturali hanno sul suo destino. Una calamità, un terremoto un'eruzione vulcanica, una tempesta dì mare di eccezionale violenza, uno sconvolgimento meteorologico di durata prolungata, non sono mai, per codesto uomo, spiegabili in termini di pura scienza e neppure di elementare conoscenza delle cause geofisiche che ne stanno all'origine. Stimolano nella sua fantasia immagini e pensieri appartenenti al regno metafisico oppure al regno terreno ma al di là delle frontiere visibili (cielo, terra, mare) che delimitano il mondo nel quale l'uomo nasce, vive, muore. La tomba non è soltanto l'insieme di mattoni o di pietre nel quale è racchiusa la bara che contiene il corpo destinato al disfacimento. r- anche e soprattutto la dimora nella quale lo spirito continua a vivere con quel corpo in un rapporto nuovo che è generatore di nuova potenza e di nuova volontà quali Il defunto magari non ebbe mai mentre viveva, penava, gioiva insieme con coloro che sono rimasti di qua dalla tomba. Nonostante l'evoluzione, più tecnologica che culturale, avvenuta in queste isole negli ultimi anni, usi, credenze e superstizioni sopravvivono e formano una specie di «codice culturale» o «liturgia pagana» che ritma ancora il ciclo della vita umana, dalla gestazione alla morte. Seguiamolo anche noi questo «codice», magari con un benevolo sorriso rispettoso delle credenze popolari anche se dense di ingenuità, e con il pensiero che forse un rito superstizioso può dare più felicità o più speranza di un materialistico appagamento di bisogni o capricci fisiologici che sembrano essere la dominante della vita dell'uomo di questo secolo. Tratta da “Le Isole del Sole” di Enzo Mancini U. Mursia Editore S.p.A. - Milano |
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