By | Giugno 24, 2017

Di Antonino Meli.

Passando per Via Santa Lucia,poco dopo il panificio “Luca” c’è una strana casa adornata di vele e scale di corda.

Qui abita Giuseppe Lo Pinto, pescatore lampedusano di 37 anni.

La semplicità e la modestia di Pino trovano sfogo in mille piccole cose che arredano la sua modesta casetta del centro, ogni giorno sempre più simile ad un vascello.

 

Passo sempre più spesso davanti a questa casa, ed ogni giorno scopro nuovi piccoli lavori che la trasformano.

Quando decido di andare a vedere questa “strana casa” scopro un’artista a lavoro.

Pino vive in un mondo fatato ed i suoi ricordi infantili gli trasferiscono l’energia artistica capace di realizzare strutture usando piccole e bianche pietre calcaree:porose e soffici per decorare una colonna, che dall’interno pare un’altare.

L’ingresso nella piccola veranda è sormontato da una sagoma in legno intagliata e colorata, alla cui base appaiono i raggi del sole.

Non occorre scomodare i geni,più o meno incompresi, del passato che ci hanno lasciato in eredità dipinti bellissimi oppure orripilanti maschere che il tempo ha reso famose e costose.

Pino è più semplice: trasforma il mondo che lo circonda cercando di attrarre l’attenzione del passante affinché questo si avvicini e possa “leggere” tra le travi della piccola veranda,le pietre a secco e le scale di corda il passato tortuoso e sofferente di un giovane lampedusano con qualche problema sociale ma in grado di creare arte con materie prime mai nobili o costose.

“Questa è arte..” Così definisce Pino le sue creature:muri o scritte, lettere che danzano tra parole senza senso ed hanno i piedi o le mani.

Poi ti guarda con quegli occhi sbarrati e persi nel tempo…lui non usa molte parole ma intravede, nelle grandi lettere dipinte sul muro, uomini in movimento.
Qualsiasi cosa è asimmetria,forma numerica, lettere che si trasformano in uomini o barche….infondo,nella semplicità,sono la vita stessa di Pino.

In casa c’è un muro basso con un’albero di natale dipinto a rovescio con la punta immersa nel pavimento..ed ancora un bellissimo quadro naif fatto di corda,pezzi di vetro e vernice.

Da lontano è bellissimo,coloratissimo…lì vicino c’è una barca, questa volta di legno intagliato.

Pino è come le sue mani sporche di vernice, come le parole che non sa trovare quando chiedi il significato di una forma:scultura o disegno.
Pino ha una grande energia, un’incredibile voglia di comunicare qualcosa che non può attraverso le sue parole, così scrive grandi lettere sui muri a cui disegna dei piedi o delle mani e dice:..sono in movimento!

Ma sull’altro lato del muro è nitida la scritta “Stefania” ed il volto di una donna che segue il nome.

Ho voluto dedicare questa piccola pagina web a questo infaticabile artista che,dopo una lunga notte di pesca, non ha tempo per riposare ma ne trova per creare,per dare libero sfogo alla sua fantasia e voglia di comunicare.

Quando sarete nella nostra isola,passerete per una casa strana adornata di corde e vele spiegate… ed il vento che vi soffia dentro pare muoverla come un vascello antico…

Dentro c’è un piccolo uomo che ha poche parole e le mani sporche di vernice, che non sa spiegare i suoi disegni e come misteriose storie segrete resteranno per sempre nella suo piccolo vascello di cemento ed il vento gonfierà la sue vele e non gli concederà un altro porto,domani.

Antonino Meli