By | Marzo 3, 2019

La nostra vita ha una sola regola NIENTE REGOLE.

Non occorre pianificare, stabilire progettare; ci sono solo circostanze, intorno a noi,  che incrociano il nostro destino fatalmente e qualche volta condizionano la nostra esistenza privandoci dell’unica arma di cui disponiamo per combattere i tiranni:Il coraggio.

Il tiranno può essere il nostro insegnante di letteratura (specie il mio quando correggeva i miei temi) o il nostro anziano genitore è più raro che sia il nostro fidanzato ,dal momento che da quando esiste questo sodalizio è stato immediatamente inventato il famoso “calcio alla barese”  che al contrario di quanto possano pensare i “furbiti” non è una prodezza di un calciatore del Bari,ma più banalmente la rottura immediata di un fidanzamento.

Non è per tutti così semplice, anche per il fatto che ,appunto, non esistono regole; e dunque qualche volta si inizia un cammino parallelo (che poi è anche una teoria matematica) in cui le due rette non riescono ad incrociarsi mai, evitiamo trascendentali teorie di matematica III, per affermare che il concetto, esclusa la teorica della relatività, è reale a tal punto che Heinstein doveva essere proprio il primo illuso della storia dal momento che fece di tutto per dimostrare che le due rette , in fondo, finiscono per incontrarsi; dando la colpa ,come al solito, alla formula E=MC2.

 

 

 

El Condor

di Antonino Meli

 

Voci sulla spiaggia…

c’è un rincorrersi gioioso nel tramonto della baia dei conigli i ragazzi sono in preda alle prime gioie dell’amore e si rincorrono a perdifiato disseminando la riva di  indumenti, come pegni d’amore, e di orme in cerchio sulla sabbia.

Stella resta seduta sulla roccia in cima al promontorio il mento sulle esili ginocchia e lo sguardo verso il sentiero che giunge alla spiaggia.

Stella è esile e minuta ha una chioma nera e liscia che disegna il profilo del suo viso; occhi vispi e a mandorla e mani lunghe e sottili, Stella è come una bomba innescata sempre pronta ad esplodere ma attenderebbe in eterno su quel sasso un sorriso gentile di una mano tesa per aiutarla ad alzarsi in piedi.

Poi tutto tace, sulla spiaggia le prede sono state raggiunte dai loro rispettivi predatori e il meraviglioso gioco della vita ha inizio.

Via Roma è in festa le luci, in onore del santo patrono, illuminano a giorno lo squallido viale, lungo lo struscio frenetico di cento piccole donne al loro debutto in società, tra queste Stella è la più triste ha mille paure nella testa come lo sciame d’api di primavera, non c’è Stella è volata via nei suoi pensieri, e il suo corpo passeggia lungo il viale come un automa.

Non senti le voci della vita? svegliati Stella, e vivi la tua vita, ridi della meravigliosa semplicità di questa sera , segui le tue scarpe scamosciate e libera il tuo cuore.

“Lasciati amare della tua vita”.

Lei non si sveglia dalle sue paure, e fugge via nel rifugio dei  sogni dove non giunge nessun suono… ma una mano si posa sulle sue spalle e la scuote in un sussulto di paura: è Giacomo (non gli cambierei il nome per niente al mondo).

 

Stella – Cu è, Maria morta sugnu mi scasò ù cori.

Giacomo– Ma chi è, ti scanti? Allura minni vaiu. (sorridendo)

Stella – No, no aspe…chi vo? …mi scantaiu

 

Giacomo, pochi capelli nella testa rotonda come la sua vita; guarda dall’alto del suo narcisismo ogni cosa che si muove sotto di lui sembra un condor delle montagne rocciose  Peruviane.

Vive solo al mondo…non è stato generato da una madre.. egli è il figlio unigenito del sole, ha sposato se stesso e la sua discendenza sarà un’aurora boreale.

Giacomo non guarda; avvista, e arpiona ancora prima del grido della sua preda; plana a bassa quota sui mattoni della strada guardandosi fiero e sornione mentre  pregusta il sapore del primo morso alla sua preda: Stella, che  lo segue come un cucciolo la sua mamma e pochi passi più in l’à  Dracula la azzannerà mortalmente dietro il cinema Splendor.

Stella torna a casa spiccando passi giganteschi, ha abbandonato il suo codinzolo di amiche allo struscio del sabato sera ,e vola via sotto le coperte ad annusare quel suo primo bacio. 

Storie infinite di piccole donne, quasi sempre uguali, che senza ascoltare il passaggio degli anni si portano via i desideri dagli occhi spensierati delle teen-ager.

Poi piano, piano si diventa grandi e quel sorriso scompare, per dare spazio al pensiero profondo del futuro…già ma quale futuro Stella?

Il tuo uomo ha portato la sua corte a casa tua e tu che credesti al destino ti sei tagliata le ali per non volare mai più.

Un giorno…forse.. uno di questi giorni, pescherai nel tuo stomaco l’ultimo residuo di coraggio per gridare la tua rabbia alla vita che ti ha privato della gioia della gioventù scagliandoti nella bolgia assassina della società; poiché lui ti ha privato della dolcezza del tuo sguardo nel medesimo istante in cui ti ha scelto.

Noi non siamo Dei… e camminiamo a bassa quota, lontani, troppo lontano  dall’olimpo del figlio del sole, combattiamo ogni giorno la nostra piccola guerra e il nostro compenso sarà :un solo giorno di vita per ricominciare domani…e siamo sempre più stanchi del gioco, che non smette mai, e quando guardiamo alle nostre spalle non ci sono che vittime e tempo, implacabile tempo.

Hai regalato ogni sogno, ogni piccola speranza ed ogni briciola di amore a quest’uomo che nascosto sotto casa ti veglierà tutta la notte per averti come sua schiava per tutta la vita, e non importa se domani lo perderai poiché egli è paziente come El Condor che vola senza un battito d’ali sulle correnti del Canion.

Lo aspetterai cento volte ogni giorno sul suo sentiero e per non sentire il suo riso sarcastico piangerai più forte del tuo orgoglio che ti ha già lasciato.

Sei tu sulla sua strada all’ombra di una acacia, quando lui ti sfiora senza guardarti ,giocando con il tuo amore per farti sentire più piccola, sei tu mentre non perdoni te stessa per averlo fatto ancora, e sempre tu che hai smesso di sognare perché vivi ogni notte un’incubo e negli occhi del mostro c’è tutte le sere riflesso un tramonto.

Ed ogni volta torna la sera, a cui tiri il collo con gli amici, ma presto sarà con te ancora e quel sorriso nuovamente si spegnerà perché è ancora notte.

Notte senza luna e senza luce,notte piena di ombre e senza pace.

Buio sulle tue cose nella tua vita; Notte di silenzio e di ombre che trascini lente le ore

notte senza sogni e senza amore, notte buia come il tuo cuore.

 

 

 

 

 

Meli Antonino

Lampedusa, 6 Dicembre 2000