By | Marzo 3, 2019

Ti aspetterò ,domani.

Di Antonino Meli

 

Dalla mia finestra di casa, scorgo le case del centro allineate sui bordi della strada principale che muore sul lungomare del porto, le file di palme sfilacciate lungo la via sono l’unica oasi di verde nel cemento allucinante…un cane randagio abbaia alle gomme di una moto che sfreccia sul corso, la chiesa al centro della piazza, senza il campanile, sembra un gigante con la testa mozzata e le sue mura sono le ferite del vento che soffia ancora la sabbia rossa dall’intonaco giù per la gradinata in cemento ; e pare agonizzante mentre elemosina sguardi di pietà.

Nel vicolo sotto casa ,il circolo per anziani da cui ne esce Saverio che infilandosi la giacca rivolge lo sguardo verso l’interno della sala, nella contesa dell’ultimo punto di briscola, e rimane fermo sul pianerottolo con la giacca nera infilata a metà agitando il braccio…

SAVERIO – Ma quannu mai …tu avivutu a jucari carricu, carricu…u vidisti u signali…turduni ! ! ![1]

Saverio è un pensionato , trascorre il pomeriggio al circolo per anziani adiacente al barbiere ha le mani grandi e piene di calli segnate dalla pesca in mare , una cicca bruciata in bocca , due occhi socchiusi e arrossati dal fumo di decine di Nazionali senza filtro che stringe con le unghie fino all’ultimo centimetro , il solito dolce vita blu di vent’anni fa e il bottone nero del lutto attaccato alla giacca con le maniche consumate dal tempo , sulla testa una chioma svanita grigia celata dal basco nero, si scolla la noia di dosso, come forfora sulle spalle e raggiunge borbottando l’angolo del barbiere all’ingresso del vicolo, si toglie la cicca di bocca e poi la guarda come una donna dopo l’amore.. si appoggia con le spalle al muro e lo sguardo oltre le palme fino alle persiane marrone della casa di fronte.

Qui vive Rosaria madre di due figli e sola dopo la morte del marito.

 In una piccola stanza immersa nel silenzio, quell’ombra immobile, dà un significato alla sua vita la cui ninfa sono quegli sguardi di Saverio cui il cuore ha già risposto..e il corpo è avvolto nel lutto immobile e passivo nel silenzio del crepuscolo.

Rosaria e Saverio due amori antichi cui l’ignoranza dei genitori hanno negato il trionfo, ed hanno percorso due sentieri infelici per tutta la vita ed oggi come allora tornano a desiderarsi frementi come due adolescenti, aspettando tutto il giorno quel momento che hanno desiderato per tutta una vita, in ogni istante, ed hanno visto i loro corpi aggiungere ogni giorno una ruga ,come ferite nel cuore ,mentre il tempo toglieva vigore ai loro corpi.

Ed hanno visto i loro figli crescere ed andarsene di casa, che senza restituire l’amore che hanno preso, li hanno lasciati nella solitudine amara come qualche volta è la verità.

Qualche volta è la vita.

Saverio è ancora appoggiato a quel muro ed elargisce tenere carezze verso quell’ombra lontana e i baci lanciati sulla mano scoppiano nel cuore di Rosaria mentre una tenera lacrima le scende sul volto.

Oggi Rosaria apre la porta e risponde con la mano al saluto di Saverio che improvvisamente si sente corrisposto , la cicca vola sulla strada e lui si drizza sulle gambe;ha sulle spalle 70 primavere e nel cuore la gioia della vita che ricomincia a pulsare, i passi sulla strada verso l’amore, sono un volo leggiadro che si posano poco più in là dietro quelle persiane e nella casa dove Rosaria lo ha atteso per 52 interminabili anni.

Non ci sono parole da dire, il tempo è troppo prezioso, e ha fatto di loro due ombre nella vita che l’amore non riesce a vedere ,sono due splendidi fanciulli che si rotolano sul tappeto del salotto per darsi il primo sorso di felicità dopo un timido sguardo a 16 anni, non hanno più voglia di ascoltare i rumori del silenzio di una solitudine troppo lunga , la vita è oggi e loro non chiedono altro che questo.

Ma come sempre accade nei piccoli centri l’idillio non è passato inosservato ed un nuvolo di curiosi si raduna intorno alla casa dei due, agitandosi scandalizzati…

Mariuzza – Si chiuderu, si chiuderu i vecchi…vriogna chiamati i so figghi , chiamati i so figghi.[2]

Mariuzza è figura nera e grassa in cui non si capisce dove comincia la pancia e dove finisce il petto , i capelli neri e spettinati appiccicati sul volto dal sudore e sull’enorme viso una smorfia di disprezzo…una mano sorregge il gomito dell’altra che agita freneticamente mentre due ragazzi inchiodano la porta degli amanti sghignazzando cose che non capiranno mai ,intanto Mariuzza continua a raccontare sempre la stessa storia a chiunque si aggiunge alla folla dei curiosi:

Mariuzza– Settant’anni ! ! puru i vecchi ora ? ni vo chiù…u zu Saveriu si mittia davanti o varberi e ci mannava vasati e iddrha cu so marito friscu da tomba su n’filò dintra[3] .

Lo sgomento è totale ma è sempre la voce di Mariuzza sopra ogni cosa ed elargisce moralità a piene mani e tutti se ne riempiono il cuore, d’un tratto si apre la folla e un uomo la attraversa ,passi svelti verso la casa..è il figlio di Rosaria:Titino, non vede la mamma da oltre cinque mesi, malgrado vive a meno di un chilometro da lei, eppure è pronto a gridargli in faccia il suo dolore e la sue vergogna…

Titino – rapiti sta porta prima ca spasciu tutti cosi ! ![4]

Titino sposato senza figli, due baffi e un cappello nero sporco di cemento la camicia a quadri da lavoro il metro da muratore nella tasca posteriore dei pantaloni da caccia e la cazzuola in mano.

Si apre la porta e ne entra Titino mentre tutti fuori cercano di sbirciare con la testa accalcati l’uno sull’altro , la porta si richiude subito in faccia ai curiosi ma le voci dell’interno sono chiare…

Titino – ta mettiri ma maschira da facci …vriogna …vriogna…unni si nesci fora…[5]

Rosaria – Ma nenti,nenti u sa cu è u zu Saveriu mi vinni a purtari du ritunni ca mi vulia manciari stasira…[6]

Titino – Ma quali ritunni ,tutta ampidusa fora c’è …ritunni…quali ritunni ! ![7]

Saverio è seduto in cucina tiene le mani sul tavolo con i pollici incrociati, la cosa non lo ha sconvolto per niente, vuole sembrare estraneo al fatto e si rivolge con tono paterno a Titino che attraversa la stanza irrequieto con le mani dietro la schiena…

Saverio – Titì chissa è Mariurra ca nisciu a diri si cosi, unnu sa cu è…[8]

Titino -Vossia avi novant’anni unnu vidi ca stà murennu, sa nesci fora un ci rumpi a testa ![9]

Le voci sembrano battute di una commedia comica che provocano sonore risate della folla di curiosi che aspetta di vedere  “Romeo e Giulietta”.

Ma la folla di curiosi rallenta il traffico nella strada adiacente e le auto ferme lasciano un varco di un metro in cui si infila una moto ad alta velocità nel medesimo istante in cui un cane randagio la attraversa:l’impatto è violento e la povera bestia muore sul colpo, per i due ragazzi, oltre le poche ferite alle gambe, c’è una grande paura che però ha distolto la folla di curiosi dal nido d’amore di Saverio e Rosaria che possono lasciare la casa indisturbati.

Domani Saverio tornerà nel circolo per anziani per giocare a briscola , sarà forse un giorno particolare per lui dovrà spiegare molte cose ai suoi amici, o forse non lo farà, e poi ,forse, si appoggerà ancora a quel muro chiedendo l’amore a Rosaria che forse lo aspetterà ancora.

Ma domani…domani Saverio avrà ancora un’altra ruga su quel volto che la disperazione della sua solitudine accentuerà , consumerà il suo misero pasto nel silenzio, e non si guarderà nello specchio sperando che il tempo, almeno lui, avrà la bontà di non fargli torto per una volta, affinché la sua Rosaria possa vederlo ancora come oggi quando l’amore ,per un istante, lo ha sfiorato.

 

 

 

Meli Antonino

 

Lampedusa Marzo 1995

[1] Ma che dici! Dovevi giocare Carico! Hai visto il segnale idiota!

 

[2] MARIUZZA:Si sono chiusi in casa i due vecchi, è una vergogna chiamate i figli di Rosaria.

[3] MARIUZZA: Hanno settanta anni, anche i vecchi ora si incontrano di nascosto…non c’è più religione!: Saverio si metteva davanti al barbiere e gli lanciava baci sulla mano e Rosaria, da poco vedova, l’ha fatto entrare in casa.

[4] TITINO:Aprite questa porta o la rompo!

[5] TITINO:Ti devi vergognare, vieni fuori dove sei?

[6] ROSARIA:Ma non è niente, è solo il Sig.Saverio che mi ha portato del pesce per la cena.

[7] TITINO:Ma che pesce d’Egitto c’è tutta la folla fuori dalla porta, quale pesce!

[8] SAVERIO:Titino guarda che è tutta un’invenzione di Mariuzza sai com’è fatta..

[9] TITINO: Lei ha 90 anni, non vede che sta morendo? Vada fuori di qui e non rompa le scatole.