Atto di forza

Atto di forza

di Antonino Meli

 

Lampedusa, 29 Agosto 2003

Sciopero generale nella nostra isola, con adesione al 90% (solo due locali aperti in centro), Lampedusa protestava contro la costruzione del Nuovo Centro dei Clandestini in località Imbriacole.

Lampedusa ha ascoltato il grido d’aiuto di alcuni suoi figli (solamente 30 persone il primo giorno) che hanno protestato pacificamente contro l’inizio dei lavori, in una delle valli storiche della nostra isola, mi onoro di essere stato tra i partecipati.

Abbiamo presidiato l’area di costruzione del centro,anche di notte per paura di “colpi di mano”.

Malgrado il mese d’Agosto ed il caldo soffocante, siamo rimasti seduti sull’asfalto bollente,rifocillati dai nostri concittadini che non potevano partecipare per motivi di lavoro.

Una protesta silenziosa e pacifica (documentata con videocamere e foto) fatta di persone semplici, padri di famiglia, giovani lampedusani,pescatori,commercianti; ci siamo dati il cambio,sotto il sole accecante, ed abbiamo sofferto in silenzio.

Oggi i nostri concittadini hanno risposto al nostro grido di AIUTO, dopo tre notti insonni, e ci hanno sostenuto con tutto l’appoggio possibile, affinché ancora una volta sia Lampedusa a decidere per se stessa, e NON IL GOVERNO:imponendo la costruzione del centro, delegittimando un consiglio comunale che aveva espresso parere NEGATIVO.

Il Governo, questo governo.

Questo Stato, che con Lampedusa ha cominciato MALE fin dal lontano 1860 (Caduta del Regno delle Due Sicilie) ignorando l’Isola fino al 1872 data in cui,quello stato, si è ricordato di Lampedusa MA SOLO PER FARNE UNA COLONIA PENALE, affidandoci il compito di SORVEGLIANZA (accolto con scrupolo e senso del dovere dai nostri Nonni) e poi il 12 Giugno del 1878 (SEI ANNI DOPO) venne elevata al RANGO DI COMUNE con Linosa aggregata:PRIMA IL DOVERE e poi il Diritto.

Anche Benito Mussolini userà la nostra isola per “ripristinare” la colonia penale, ma questa volta politica.

Oggi si chiede ancora di “rispolverare” il ruolo di secondini ai lampedusani, ma di un popolo di schiavi che viene da lontano, da paesi sottosviluppati oppure in guerra.

Non si chiede di “ristrutturare” il centro di prima accoglienza,con i suoi 192 posti, ma la costruzione del più grande centro di accoglienza del nostro paese:500 posti, contro i 300 dell’attuale centro in Puglia.

Ma non si chiede, LO SI IMPONE, lo si PRETENDE contro la volontà popolare, la scelta dell’attuale amministrazione, le proteste spontanee dei lampedusani:che difendono il loro futuro.

Anche perché il centro E’ TROPPO GRANDE per un’isola troppo piccola che non ha servizi di prima necessità, come per esempio un ospedale efficiente e funzionale (Lampedusa durante l’estate ha oltre 20.000 abitanti,Linosa NON HA NEANCHE UN PRONTO SOCCORSO, ed il “nostro” pronto soccorso,presso il poliambulatorio è PER I TURISTI, ed ancora a Linosa NON c’è un elisoccorso stazionario, non c’è assistenza per i malati gravi:che necessitano della chemioterapia,la dialisi cure specialistiche, oppure semplicemente per partorire.

Noi non siamo razzisti, come si potrebbe, siamo stati emarginati da tutti:Regione, Provincia, Governo…declassati dai politici, ingiuriati dagli uomini di partito della Sicilia, quando ci sentivamo “vicini alla Lega Nord” che invece ci ha sostenuto e aiutato…PERCHE? Perché la Lega Nord ci ha sostenuto, ed il Governo Regionale NON SENTE IL NOSTRO BISOGNO D’Aiuto??? PERCHE?

Come mai, vi stupite, se ci copriamo di bandiere leghiste, se raccogliamo le firme per passare con Bergamo Provincia autonoma?

Il popolo di Lampedusa è sovrano nella sua terra…in passato ci siamo presi DUE missili di Gheddafi…e qualcuno al governo IGNORAVA che Lampedusa fosse territorio italiano…voi vi stupite della nostra rabbia, che dimostriamo sempre con dignità e NON VIOLENZA, ma non avete mai studiato la nostra storia? 

Fatelo per favore.

Scoprireste che quest’isola è stata destinata a deposito di scorie radioattive (circa 30 anni fa) contro il volere popolare, ed anche quella volta il popolo di Lampedusa si ribellò pacificamente cacciando quella nave.

Scoprireste che una delle baie più belle del mondo:Isola dei Conigli (lo dice una rivista francese) era stata venduta per creare un villaggio turistico per 50 lire al mq; scoprireste che anche il banchiere siciliano Sindona aveva costruito un villaggio (denominato Baia Libarna) presso Cala Galera, e per raderlo al suolo, questo popolo ha atteso oltre 25 anni.

Scoprireste che siamo stati bombardati durante la guerra,e anche invitati a lasciare l’isola, abbiamo resistito con dignità e onore perché qui sono le nostre radici.

Qui è la nostra vita, e le scelte future dovranno riguardare l’isolano:che sopravvive impiegando il massimo delle sue energie per guadagnare i soldi che gli serviranno per OTTENERE I SUOI DIRITTI:Il diritto alla vita.

Noi siamo qui, oggi, a difendere la storia dei nostri antenati:I Saraceni:che vissero in quest’isola per 400 anni coltivando olive,ortaggi e agrumi;proprio nella valle delle Imbriacole (località scelta per la creazione del Centro), dove ancora esiste,scavato nella roccia, un frantoio per l’olio a pochi metri dal luogo scelto.

Questa valle,oggi vogliamo difendere, lo facciamo col “solito silenzio”, ignorati dalla stampa,che pochi mesi fa ha distrutto l’immagine di Lampedusa ed oggi diserta le strade, che POCHI lampedusani hanno liberato dalle ruspe pronte a distruggere il nostro patrimonio storico (quel poco che ci rimane), e la nostra capacità di decidere del nostro stesso futuro.

Leggete la nostra storia,se desiderate governare, ed imparate che questo popolo lotta ogni giorno per poter ritagliarsi un pezzo di vita dignitosa, quando il vento non gli impone di NON ANDARE A PESCA,quando la stampa non SPORCA la nostra splendida isola gettando al vento anni di sacrifici e lavoro per custodire il nostro patrimonio ambientale,il nostro turismo.

Dopo tutto, troveremo ancora una volta la forza e la volontà di rinascere (è nella storia antica di questa terra) ma non dimenticheremo mai ciò che ci avete costretto a difendere nei giorni scorsi, lasceremo che i nostri figli apprendano dalla nostra gioia di oggi,l’amore per questa terra.

E questi giovani che oggi ci guardano,e che forse non comprendendo del tutto, saranno fieri e felici di vivere in una terra che non ha NULLA,se non il suo mare,il suo sole… diventeranno grandi qui:dove l’Africa è troppo vicina, e l’Italia non lo è stata mai (neanche politicamente) e aggiungeranno un altro triste ricordo al loro DNA, che li farà più forti domani.

dedico la fatica di questi tre giorni al lavoro,e l’amore per la terra dei Saraceni, che ci hanno regalato una valle magnifica:vallone delle imbriacole; a tutti i miei concittadini che hanno mantenuto la calma (esistono documentazioni video e foto) nei momenti peggiori della protesta; a tutti quelli che hanno rinunciato ad un giorno di prezioso lavoro e ci hanno seguito nelle vie di Lampedusa, a tutte quelle persone che vorrebbero gridare la loro rabbia per essere stati trattati da Italiani “minori” :senza diritti anche quando,questi diritti, riguardano il nostro FUTURO e dei nostri figli…e malgrado tutto AMANO l’Italia.

Antonino Meli